Il crepuscolo degli dei

Il crepuscolo degli dei

È proprio vero che c’è gente a cui la Storia non ha insegnato nulla.

Hanno già perso due guerre mondiali ma, come se niente fosse, ci riprovano. I tedeschi ci riprovano. Al posto dei cantieri Krupp c’è la Bundesbank, ma Wagner è sempre Wagner. Questa volta, invece di invadere la Polonia, provano a chiudere il rubinetto dei soldi ai paesi del sud Europa.

Cerco di evitare i tecnicismi.

Come fanno i paesi europei a foraggiarsi di moneta?

Funziona così: la Banca Centrale Europea (la BCE) stampa denaro e lo usa per comprare titoli di stato dei singoli Paesi.

Quei soldi ricevuti in cambio dei titoli di stato, i singoli Paesi dovrebbero darli alle imprese e al Paese in generale, invece se li tengono le banche, ma questo è un altro problema. Restiamo, per il momento, sul pezzo.

I titoli di stato sono debiti così il rischio che non vengano saldati viene “spalmato” sugli azionisti della Banca Centrale Europea in proporzione alla loro quota di partecipazione al suo capitale (avviso: sto semplificando).

Gli azionisti della BCE sono le Banche Centrali dei singoli Paesi.

La Banca Centrale Tedesca (la Deutsche Bundesbank) partecipa per il 21,44%, la Banca d’Italia per il 13,82% eccetera.

Tutto ciò è il famoso “Quantitative Easing”, in italiano “alleggerimento quantitativo”.

Per capirci, fai finta che io e te siamo amici (molto lieto) e fai finta che io sia la Deutsche Bundesbank e tu la Banca d’Italia.

Un altro nostro amico presta soldi al sig. Giovanni (che, in questa mascherata, è l’Italia).

Pertanto, visto che io e te siamo la Bundesbank e la Banca d’Italia, se Giovanni non paga, io ci rimetto il 21,44% e tu il 13,82% dei soldi prestati.

Ora, un gruppo di non ben identificati “uomini d’affari e accademici conservatori” tedeschi ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale tedesca affinché dichiarasse che questo meccanismo, per come è stato congeniato da Draghi, viola i Trattati Europei (tralasciamo per ora il motivo altrimenti ci viene il mal di testa).

La Corte si è espressa e, fra le altre cose, ha dato tre mesi di tempo alla BCE per dimostrare che non ha violato un bel niente.

Se non ce la farà, la Germania si tirerà fuori dai giochi.

La conseguenza è ovvia: una spaventosa crisi di liquidità che metterà in ginocchio tutta l’Eurozona, e, in particolare, l’Italia che, per via della situazione in cui si trova, ha bisogno del Quantitative Easing più degli altri paesi.

Il punto su cui dobbiamo soffermarci tuttavia è il seguente: a prescindere di come andrà a finire, i tedeschi, con il loro ricorso, hanno dimostrato che si vogliono “sfilare” dall’Europa.

Ci hanno dichiarato guerra, ma ne hanno già perse due ultimamente.

Se fossi in loro, lo terrei presente.


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